MOBBING ED EMARGINAZIONE CAUSATI DA CONTAGIO DA HBV O DA HCV

24.07.2012 22:10

Il mobbing è un concetto giuridico di recente introduzione, che definisce un insieme di comportamenti, scorretti ed illegali, posti in essere da un datore di lavoro nei confronti di un dipendente. Invero, la condotta di mobbing può essere attuata anche da superiori (non datori di lavoro) o da colleghi, trattandosi di un insieme di condotte mirate a ‘vessare’ ingiustamente una persona sul luogo di lavoro.  Il mobbing oggi viene riconosciuto come vera e propria fonte di malattia professionale, grazie anche alla Sentenza della Corte Costituzionale  n. 179/1988 ed al Decreto Legislativo n. 38/2000 (art. 10 comma 4), in base alla quale devono essere considerate malattie professionali non solo quelle elencate nelle apposite tabelle di legge ma tutte quelle di cui sia dimostrata e dimostrabile come unica causa l’attività lavorativa svolta.

Per poter parlare di comportamenti mobbizzanti, dovranno essere posti in essere una serie di situazioni di "costrittività organizzativa".

In tal senso l’Inail con circolare del 17/12/2003 n. 71, ha provveduto a stilare un elenco di tali situazioni che riveste un imprescindibile valore orientativo e che comprende situazioni quali la marginalizzazione dell'attività lavorativa, lo svuotamento delle mansioni, la mancata assegnazione dei compiti lavorativi con inattività forzata ecc. Sono comunque esclusi, sempre secondo l'indicazione di detta circolare, i fattori organizzativi/gestionali legati al normale svolgimento del rapporto di lavoro e le situazioni indotte dalle dinamiche psicologico-relazionali comuni sia agli ambienti di lavoro che a quelli di vita.

E' evidente, come in ambiti specifici come quello ospedaliero, per il personale affetto da HCV o HBV la legge stessa prescriva per la tutela del terzo e dell'ambiente lavorativo particolari accortezze anche in ordine al corretto svolgimento di mansioni che possono richiedere modalità di svolgimento diverso proprio in presenza di un fattore di rischio. Per tale motivo sarà bene scindere l'aspetto di necessaria tutela da quello vessatorio. In tali particolari fattispecie, infatti, ben potrebbe il lavoratore vivere una nuova e diversa situazione lavorativa come vessatoria quando in realtà elemento primario imprescindibile perchè si possa parlare di mobbing è il comportamento "illegittimo", assente ove i comportamenti adottati abbiano esclusiva finalità di tutela, quindi è necessario indagare sulla volontà che sorregge alcuni comportamenti.

Ove comunque il comportamento mobbizzante venga effettivamente posto in essere, e vi sia stata una sentenza accertativa della predetta situazione, il lavoratore avrà diritto non solo al risarcimento del danno, ma, nel caso in cui il comportamento mobbizzante abbia prodotto una malattia, il riconoscimento da parte dell’Inail di malattia professionale e la conseguente erogazione delle prestazioni economiche dovute.

Lo studio di Epatologia Legale Vi aiuterà ad individuare eventuali condotte mobbizzanti oltre ai soggetti responsabili al fine di ottenere la giusta tutela dei vostri diritti oltre al risarcimento degli eventuali danni subiti.

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